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IDEE per l’Europa dei Popoli”

“Idee per l’Europa dei popoli”: idee per un’Europa che non sia schiava di culture e fedi estranee, di lobbies eurolucrofile che sappia raccontare ancora l’essenza e la forza delle proprie radici. Ho accettato di buon grado l’invito a dirigere questa rivista perché credo fermamente, da sempre, in un’Europa dei popoli.

Quali popoli? Non solo certamente quelli contrassegnati dai confini delle nazioni. Certo, anche quelli, se visti però come somma di altri popoli, coincidenti colle regioni etniche, già fiorite nel Medioevo cristiano anche a livello istituzionale ed ora in parte dimenticate da Bruxelles e Strasburgo.

la di oggi, in nome delle cattedrali (non è un caso che appaia nella nostra prima copertina quella di Strasburgo, che tra l’altro è legata al suo museo del tempo come giudice supremo della Storia) e delle identità reali, in nome di quell’idea tradizionale di cristianità, universale e al tempo stesso garante del genius loci che in questo passaggio d’epoca appare svilita, offesa, sminuita dagli interessi del mondialismo, del multiculturalismo esotico e dell’ecumenismo vacuo; in nome infine dei valori stessi dell’Occidente laico, che non vuole finire vittima delle leggi… coraniche.

Tuttavia la pubblicazione che presentiamo ha l’ambizione di diventare qualcosa di ancor più importante: la bussola di tutti quelli che in Italia, Padania ed Europa, credono ancora nella possibilità di attuare il federalismo, per noi la più razionale e sacra delle opzioni politiche, l’unica in grado di salvaguardare libertà ed identità.

Ecco perchè fin dal primo numero avviamo un serio dibattito sulla storia e l’essenza stessa del federalismo, visto sotto più chiavi ma opposto da un parte alle grandi ubriacature ideologiche del ventesimo secolo e dall’altra ad un liberalismo sterile, individualista, incapace di comprendere che al di là del mercato occorre guardare direttamente all’anima dei popoli e delle genti.

Storia, arte, cultura, tradizione: ecco cosa troverete tra l’altro, con firme prestigiose che portano lunghe esperienze di studio, segnalazioni di libri, mostre e riviste che riteniamo palestre di libertà in barba ai massmedia dominanti da Oslo ad Atene.

E la prospettiva di partenza rimarrà padana nella migliore tradizione di quell’identitarismo del nord, che ha fatto lezione anche sul Reno e sull’Ebro, ma è maturato più esplicitamente negli ultimi quindici anni sulle rive del Po, nel rispetto e nella difesa di tutte le vere identità d’Europa e del mondo, comprese quelle italiche, tuttora gravate dal cappio delle partitocrazie sedicenti democratiche, degli interessi multinazionali e delle subculture pubblicitarie.

Contro il mondo a forma di reality show: insomma una nuova metapolitica per un Sesto continente, il Nostro, finalmente… l’Europa, appunto, ma quella dei popoli!

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